top of page

Due chiacchere con Silvia di Pangea



Oggi sul nostro blog vi parlerò di Pangea, una onlus che aiuta le donne e non solo ad uscire da situazioni di violenza e discriminazione; le aiuta a ripartire e dar fiducia alla società in cui viviamo. Molte volte la vita si è affidata a una donna.





L’Italia, l’Afghanistan, l’India, sono questi i Paesi dove oggi lavora Pangea.

Paesi lontani e diversi, tuttavia accomunati dalla fragilità e dalla debolezza in cui le donne si trovano in particolari difficoltà di agire, conseguenza di una visione della condizione femminile in una parte cruciale del mondo in cui è limitata la loro vita e libertà.



Pangea non si occupa solo di progetti sul campo, ma anche di advocacy e di ricerca, per poter disporre e mettere a disposizione di tutti studi e analisi per indirizzare le istituzioni verso migliori percorsi di sviluppo ed empowerment femminile.

Sono felice di essere venuta a conoscenza di questa realtà e desideravo fare due chiacchiere con Silvia, l’anima di Pangea.





Ciao Silvia,

Grazie mille per aver accettato questo invito. Sono onorata di averti come ospite in questo Blog.


Ormai le persone ti conoscono come Silvia di Pangea, e la mia prima domanda è: vorresti raccontare un po’ la tua storia, come sei arrivata a conoscere Pangea e quale è stato il tuo percorso?


Grazie mille a te per questa opportunità perché siamo tutti Pangea!

Come sono arrivata a Pangea? Sin da piccola ero sempre attenta alle situazioni nel mondo. Proprio in questi giorni, che il Natale si avvicina, sono andata a riprendere delle scatole e ho ritrovato delle lettere che scrivevo a Babbo Natale quando ero bambina e leggendole ho visto che gli chiedevo di ricordarsi di aiutare i bambini del Rwanda… Quindi mi è venuto da sorridere perché già da piccola avevo voglia di voler aiutare gli altri. Poi quando sono crescita ho vissuto un’esperienza di volontariato in Romania in una casa-famiglia. Sono partita con il mio zaino e con molto entusiasmo.


Quando sono tornata in Italia, ho capito che volevo fare la mia parte nell’aiutare gli altri nel quotidiano, anche stando a casa senza per forza dover partire. Così proprio in quel periodo era nata da poco Pangea e grazie a delle connessioni ne sono venuta a conoscenza ed è iniziato il nostro percorso insieme. Le donne che aiutiamo non sono solo un numero o una storia da raccontare, ma sono delle persone che conosciamo e a cui vogliamo bene. Al giorno d’oggi abbiamo accesso a tanti contenuti, a tante informazioni e sembra tutto quasi una fiction, ma poi quando le donne le incontri e ti rendi conto che sono delle persone in carne ed ossa, tutto diventa diverso e prende un’altra dimensione.


Pangea, infatti, sono decine di migliaia di donne e di famiglie che hanno ricominciato a vivere e a sentirsi parte attiva del mondo, grazie alla volontà, al coraggio e a progetti che si basano sulle reali aspirazioni e potenzialità delle persone!


Il mese scorso eravamo insieme all’evento “Rifioriamo a Roma” e raccontavi del tuo viaggio in Afghanistan. Ci racconteresti di questa nuova esperienza. Se non si parla spesso di certe notizie quotidiane, ci sfuggono molti problemi, in particolare quelli legati alla condizione delle donne.


Il 15 Agosto 2021 i Talebani si sono ripresi Kabul e l’Afghanistan e nel giro di 24 ore tutte le donne che vivevano lì, hanno perso il loro diritti. Per una settimana siamo stati tutti afghani e tutti i giornali e telegiornali ne parlavano. Oggi? Oggi non ne parla quasi più nessuno e pensiamo che la situazione si sia risolta, ma purtroppo non è così, anzi. I talebani hanno capito che l’Afghanistan non interessa più a nessuno o quasi e hanno stretto la morsa; quindi, la situazione ora è ancora peggiore. Io ero stata a Kabul l’ultima volta ad ottobre 2021 e ci sono tornata poco tempo fa, ma stiamo raccontando solo adesso sui social quest’ultimo viaggio perché dovevamo proteggere le donne che sono li e i loro diritti.




L’Afghanistan sta uscendo da quattro anni di carestia e sta andando incontro all’inverno che lì è molto rigido perché le temperature arrivano anche a meno trenta gradi. Quello che stiamo facendo con Pangea è assistere le persone che hanno bisogno lì sul posto con beni di prima necessità che mancano, come coperte, stufe, cibo, il minimo per sopravvivere. Pangea non è solo in Afghanistan o in India, ma è molto presente anche qui in Italia, dove aiuta le donne che hanno subito violenza domestica. E non aiuta solo le donne, ma anche i bambini di queste donne che hanno assistito alla violenza sulle loro mamme. Sono bambini che hanno vissuto nella violenza e adesso le mamme non hanno più un bambino, ma un adulto.


Silvia, in questi giorni sei in tour per l’Italia per far conoscere Pangea e raccogliere fondi. Ci daresti qualche data e dove ti potremmo trovare? Progetti per il prossimo futuro?



Il tour di Pangea sta andando molto bene. Si incontrano tante persone e sono esperienze bellissime. Andare anche in comuni come Foligno, Ancona è stato molto gratificante; ci si accorge che l’Italia è fatta anche di tanti centri piccoli e non solo di grandi città.

Le prossime date saranno il 16, 17, 18 Dicembre a Roma presso l’Officina 2.0 in via G. Avezzana 19.


Per noi è molto importante incontrare dal vivo le persone che ci sostengono e che sono Pangea e ascoltare le loro storie. Abbiamo capito quanto il fare rete sia importante e divertente, oltre che prezioso.


Il tour inizialmente doveva avere una fine che era il 25 dicembre, ma visto l’entusiasmo con il quale è stato accolto, continuerà anche per tutto il 2023. E poi siamo sempre aperti a nuove idee e proposte dei nostri sostenitori! Grazie per essere Pangea insieme a noi. Siamo tutti Pangea!”.


E lo siamo anche noi, Pangea. Lascio i lettori di questo Blog per andare sul sito Pangea, scoprire di più e magari fare una donazione o acquistare un regalo di Natale sul loro shop. Il potere di un piccolo gesto è magico! I “Pangea” sono davvero irresistibili.


P.S.: Ho acquistato dei calzini. Sono comodi e belli…non farteli scappare!



bottom of page