Due chiacchiere con Martina



Oggi faremo due chiacchiere con Martina Sperotto, istruttrice di Kangatraining, una ginnastica spettacolare che accompagna le mamme lungo la gravidanza e il post parto.

Oltre a questo Martina è referente certificata BabyBrains e insieme a Mariacristina Richiardi, educatrice museale e storica, hanno dato vita ad un progetto, secondo noi, molto speciale: “le fasceggiate” museali per tutte le neo mamme che hanno voglia di scoprire l’arte portando con se il proprio bimbo/a nella fascia.





Noi di Eliot siamo felici e orgogliosi di sposare questa iniziativa e siamo un loro sponsor.

Perché crediamo nella condivisione, nella bellezza e nell’arte e sappiamo quanto possa essere importante per una neo mamma, uscire, incontrare altre mamme, scambiare due chiacchiere, visitando delle meraviglie di Roma.



Ci racconti anche un pochino del Kangatraining che abbiamo nominato all’inizio, qual è la sua particolarità e perché lo consiglieresti?


La cosa bella del Kanga è che si svolge per la mamma, quindi tutti gli esercizi, sia prima che post parto, sono finalizzati per il corpo della donna in un momento transitorio della sua vita, molto delicato, continuamente sollecitato da cambiamenti. Io mi sono innamorata del Kangatraining quando sono diventata mamma per la prima volta nel 2019 perché ho scoperto che ballando, danzando e muovendomi, facendo gli esercizi con la mia piccolina nel marsupio o nella fascia, con la musica, anche alta, sembra impossibile, ma lei si accoccolava, annusava il mio odore, il movimento la cullava e io stavo bene! Avevo più energia, che di solito nel periodo del post part si è molto stanche perché l’allattamento è impegnativo. Invece contrariamente a quello che ci si aspetta, la ginnastica mi dava nuova energia, ero più in forze. Piano piano ritornavo a sentire il mio corpo un po’ più come era prima, anche se ovviamente non ritornerà mai come prima del parto, ma questo mi metteva di buon umore. Volevo trasmettere ad altre mamme nella mia stessa situazione il mio benessere psicofisico che derivava dalla ginnastica, così ho deciso di diventare istruttrice di Kangatraining. La particolarità è che la mamma si ricava uno spazio per sé stessa, che è difficile da avere soprattutto nel primo anno d vita del piccolino/piccolina e allo stesso tempo è un momento di condivisione e di gioia insieme. Nella prima parte della ginnastica il/la bebè gioca con la mamma, poi nella seconda parte si addormenta nella fascia, sogna tra odore di latte, ossitocina, cullato dal movimento del kangatraining della mamma.



Mentre il BabyBrains, ci spiegheresti cos’è?


BabyBrains è un’altra scoperta che ho fatto durante la prima maternità. L’ho scoperto quando mia figlia Petra aveva sei mesi. BabyBrains mi ha letteralmente cambiato la vita di genitore, è l’unico programma di neuroscienze per genitori approvato dalla direzione della facoltà di psicologia della Cambridge University. È fantastico, prima di diventare referente BabyBrains, l’ho fatto come genitore e mi sono sentita veramente sollevata dai doveri, dai sensi di colpa, dai compiti che ci si aspetta nei confronti di un neogenitore. Perché questo? Perché le informazioni che vengono date durante un incontro/laboratorio BabyBrains sono esclusivamente scientifiche e sono proposte in modo divertente e attraverso il gioco, così i genitori le possono memorizzare e interiorizzare meglio. Lo consideriamo un ponte tra le informazioni accademiche delle università e l’ambiente che i genitori devono vivere quotidianamente con i propri figlii/e. È stato fondato da una mamma di quattro bambini, Silvia Menabè, una neuroscienziata italiana che attualmente vive in Francia. Il laboratorio BabyBrains si divide in 6 moduli e lo tengo sia online che in presenza a Roma. Il primo modulo si intitola: “Cosa ricorderà mio figlio della sua infanzia”, come funziona la memoria dei bambini tra i zero e i quattro anni e come si formano le buone abitudini. Questo è fondamentale per cominciare dato che la loro memoria, il loro apprendimento è completamente diverso dal nostro di adulti. Il secondo modulo si intitola “Cosa fa quando mi provoca” e si parla di capricci e di teoria della mente; quindi, quando si definiscono tali e che cos’è la teoria della mente. È importante sapere quando si forma nel cervello dei bambini per evitare di arrabbiarsi inutilmente con loro. Il terzo modulo “Perché mi segue anche in bagno”, si parla dell’ansia da separazione e della permanenza oggettuale, utile per l’inserimento al nido. Il quarto modulo “Imparare a parlare davvero” dove iniziamo a capire come apprendono il linguaggio, come si forma e quando iniziare con il bilinguismo. Il quinto modulo “Premi e punizioni”, per capire come influiscono sul loro cervello e come funziona la motivazione e la disciplina. Ultimo modulo, “Cosa serve per diventare indipendente”, parleremo di indipendenza, come si forma e cosa possiamo fare per aiutarli per essere sicuri di sé. Io lo consiglio a tutti, dovrebbero farlo anche gli insegnanti perché sono delle informazioni che rimangono spesso incastrate, custodite dalle Università ma non risultano poi vive e attualizzate nella pratica, mentre attraverso BabyBrains tutte le info accademiche diventano pratiche e utili. La cosa bella è che non c’è un metodo da seguire, anzi alzate le antennine a tutti quelli che vi dicono segui questo metodo o fai così, perché l’unica regola di babyBrains è “Impara osservando, convalida provando”; è un metodo che si basa solo sull’osservazione del proprio bambino/a.






Ultima domanda, come gestisci le tue giornate da mamma di due bimbe piccole che vive a Roma senza aiuti?


Non è facile, perché non ho i miei genitori vicini e il mio compagno lavora anche nei weekend e lo vediamo davvero poco. A volte mi aiutano i nonni paterni, ma non è una costante e quindi devo contare solo su me stessa! La cosa che mi aiuta tantissimo è instaurare una buona relazione con loro e cerco di portarle sempre con me. Spesso c’è la mentalità comune che i bambini così piccoli non si possono andare in tutti i posti, invece io sono dell’idea contraria. Le mie bimbe sono sempre state abituate a venire come me in biblioteca, nei musei alle mostre, a teatro, fin da quando hanno pochi mesi, anche nei ristoranti. Quindi, hanno imparato sin da subito le regole di come ci si comporta in un luogo pubblico e questo mi ha aiutato tantissimo. Le vedo sempre più indipendenti e autonome. A livello pratico, mi ha salvato il babywearing, se non avessi avuto la fortuna di conoscerlo, con l’utilizzo delle fasce e dei marsupi non mi sarei mai potuta spostare da casa perché con il passeggino girare per Roma è praticamente impossibile, avendo dei marciapiedi impraticabili e strade piene di buche! Salire sugli autobus, non ne parliamo! Non andiamo mai in macchina e ci muoviamo per scelta sempre a piedi. La bici la vedo pericolosa! Quindi si, mi ha aiutato coinvolgerle sempre in tutto quello che facevo, a vivere la città nella sua bellezza e nel suo caos. Abbiamo dei giorni con dei rituali fissi, per esempio il giovedì andiamo sempre in centro alla biblioteca centrale ragazzi perché è una biblioteca solo per bambini, da piccolissimi fino a 16 anni. A volte ci sono le animatrici che leggono le storie, se non ci sono le racconto io. Prima passiamo a mangiare un gelato nella nostra gelateria preferita, andiamo in biblioteca e poi andiamo a trovare il papà che lavora in uno dei ristoranti li in centro a Campo dei Fiori e a volte ci fermiamo a cenare da lui. Poi ci piace andare per parchi, che è una fortuna per Roma che ne ha molti. Guardiamo come cambiano le stagioni nei parchi, studiamo la natura. Un altro nostro luogo preferito sono i musei, perché non è vero che non sono adatti ai bambini, anzi…portarle ai musei è una buona abitudine. Spesso andiamo anche a teatro, nei weekend a musica. Quando siamo a casa cantiamo, balliamo tantissimo, facciamo il teatrino, cuciniamo, cerchiamo di fare tutto insieme perché l’indipendenza si crea proprio coinvolgendoli in tutto e per tutto fin da piccolissimi e questo poi sono sicura sarà un grande vantaggio per me e per loro nei prossimi anni a venire!